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Tanto per dare un senso allo sproloquo dello scorso post, di seguito la mail che ho inviato alla Clinica Villa Sandra di Roma, dopo aver effettuato li un ECG.

 

Direttore Sanitario

Dott. Alberto Colella

 

Responsabile Unità Operativa Cardiologia Riabilitativa

Dott. Salvatore Varrica

 

Responsabile Cardiologia

Dott. Salvatore Varrica

Mi chiamo Francesca Petroni ho 32 anni e sono alla 33esima settimana di gravidanza. Il 27/06/2011 mi sono recata presso la vostra struttura per effettuare un ECG in convezione senza visita cardiologica, allo scopo di consegnare il referto alla visita anestesiologica presso la struttura in cui ho deciso di partorire. Descrivo seguito il calvario che ho patito dopo aver preso la malaugurata decisione di effettuare tale esame presso la vostra clinica.

L’infermiera che ha effettuato l’esame è stata più volte interrotta da una signora che è entrata chiedendo più volte di una certa ispezione ai macchinari, senza prestare al minima attenzione al fatto che io ero sdraiata mezza nuda sul lettino in pieno esame. Ci tengo a precisare che è stata un’esperienza pessima che da sola rende l’idea della scarsa professionalità con cui sono stata trattata.  Infine, quando l’ECG è stato completato, sono stata informata che non sarebbe stato refertato immediatamente, ma bensì il giorno successivo.

Come da accordi, quindi, mi sono recata il 28/06/2011 a ritirare il referto medico, firmato dal dott. Pierluigi Mottironi,. La diagnosi non lscia spazio a dubbi “Segni diffusi di danno miocardico”. Non considerando gli effetti che una tale notizia possa avere su una donna incinta all’ottavo mese mi reco immediatamente dal mio medico di base che, dopo aver letto la diagnosi e il tracciato di ECG dice, un po’ stupito:  “Ma chi l’ha firmato?” al nome del dott. Mottironi mi informa che parliamo di un professionista competente e quindi mi prescrive una visita immediata dal cardiologo e un altro ECG.

Ancora sotto shock faccio in modo, quello stesso pomeriggio, di sottoporre l’esame all’attenzione di un medico primario di Anestesia e Riabilitazione di un noto ospedale di Roma. Il quale, abbastanza stupito, mi consiglia di farmi rifare quel referto che a suo dire non corrisponde al tracciato dell’ECG. Le testuali parole sono state “Qualcosa c’è, ma non mi sembra proprio così grave”.

Come comandato, la mattina successiva ho la fortuna di farmi visitare d’urgenza da un cardiologo, primario in una nota clinica specializzata in ginecologia e ostetricia che, non appena apre il referto e legge la diagnosi aggrotta la fronte, preoccupato. Espressione che si trasforma in stupore non appena verifica il tracciato dell’ECG.

Le sue prime parole sono state “Questo medico deve aver avuto proprio una brutta giornata quando  ha refertato.”

Alla fine della visita e ulteriore ECG (il cui risultato non è difforme da quello effettuato presso la vostra struttura) me ne vado con una diagnosi di “Ritmo sinusale, ECG ai limiti della norma per anomalie della ripolarizzazione. Obiettività cardiologica negativa, cuore sano.”

Le anomalie della ripolarizzazione possono effettivamente ritrovarsi in pazienti con danni miocardici (v. Braunwald E, et al., Trattato di medicina cardiovascolare- 2007 – Medical, p. 141-143) ma il dott. Mottironi non ha avuto modo di visitarmi direttamente e quindi  effettuare una diagnosi di danno al miocardio SOLO guardando un tracciato dell’ECG  è stato superficiale e poco professionale, nonché fonte di  enorme stress per me che mi trovo  quasi  al temine della gravidanza.

Al dott. Mottironi, basterebbe una semplice ricerca su internet per rendersi conto che, se lui avesse la capacità di diagnosticare un danno miocardico con tale certezza e precisione solo guardando un tracciato di ECG sarebbe un caso unico a livello internazionale.  Per farlo, invece, è necessario avvalersi di specifici markers biochimici sui quali esiste autorevole letteratura (Dolci A, Vernocchi A, Zaninotto M, Galvani M, Ottani F, TubaroM, et al. I marcatori biochimici di danno miocardico. G Ital Cardiol 1999;29:739-47), che consiglierei al dottore di consultare prima di lasciarsi andare a referti improbabili.

Mai più, per nessun motivo, mi recherò nella vostra struttura per fare degli esami e sconsiglierò chiunque dal farlo. Inoltre, pubblicherò la mia vicenda su internet in modo che più persone possibile possano vedere il tracciato del mio ECG e la diagnosi che mi è stata fatta, entrambi allegati alla presente.

Oggi inserirò un argomento che non è troppo in linea con l’ambientazione generale del blog, ma di cui ritengo sia necessario parlare.

Come molti dei miei amici già sanno sono incinta ormai da 8 mesi. In questo periodo sono entrata in contatto con un mondo per me quasi totalmente sconosciuto (fortunatamnte). quello dei medici, delle analisi, degli esami raccomandati e di tutto il business che ne ruota intorno.

All’inizio c’è lo scompenso, l’emozione, lo sconcerto della lieta scoperta. Infine c’è anche la felicità. Che dura fino alla prima chiamata al ginecologo.

Da quel momento in poi si fa fatica a capire se la gravidanza sia una malattia o uno fra gli accadimenti più naturali che possono capitare nella vita di ogni donna.

Dalla prima chiamata e conseguente visita dal dottore inizia una sensazione che tutte le donne nel mio stato hanno sperimentato: l’ANSIA.

Certo, perchè basta enumerare le possibili complicazioni, malattie congenite e non sia della madre che del feto per dirsi “cavolo, almeno una qua sicuro me la faccio!”.

E così inizia il calvario fra prelievi, screening, visite, esami e quant’altro.

Ora, sicuramente molti stanno pensando la fatidica frase: “eh ma è per il bene tuo e del bambino”.

Invece a me viene da pensare  da una parte all’ansia tipica dei nostri tempi “della procreazione perfetta ad ogni costo”, e dall’altra “al business della medicina basato sulla paura e sulla disinformazione”. In entrambi i casi non vedo il bene da nessuna parte.

Infatti, chiunque desideri rimanere incinta, si ricordi che a parte il costo emotivo che questo implica sarà niente rispetto il costo economico dei ricatti di tutte le possibili difunzioni, cause di morte, di malformazioni teriificanti che potranno colpire voi e il vostro bambino.

Pensate che io stia esagerando? Che sia stata sfortunata, che abbia incontrato persone sbagliate? Difficoltà in gravidanza?

Tutt’altro. Non ho avuto nausee, debolezza, bruciori di stomaco, minacce di aborto, gonfiori, malesseri e altro. Niente di niente.

Eppure, nonostante questo, io mi sono sentita MALATA.

Questo sarebbe il minimo se non fosse che ci affidiamo a medici e strutture che agiscono in modo che efinirlo scientifico ha ben poco.

Quindi oltre al fatto che GRAVIDA= MALATA, non si può nemmeno contare su approcci ai problemi che possiamo definire scientifici.

Che cos’è la scienza?

Una delle definizioni del vocabolario online Treccani è la seguente:

“Sapere, dottrina, insieme di conoscenze ordinate e coerenti, organizzate logicamente a partire da principî fissati univocamente e ottenute con metodologie rigorose, secondo criterî proprî delle diverse epoche storiche.”

sempre secondo la stessa fonte, la medicina è:

“La scienza che ha per oggetto lo studio delle malattie, la loro cura e la loro prevenzione.”

Bene, quindi  le cure, il tipo di prevenizione e anche l’indagare stesso della malattia si dovrebbero fondarsi su conoscenze “ordinte e coerenti” secondo principi fissati univocamente e metodologie rigorose”.

Non c’è bisogno che faccia la domanda, ma la faccio comunuque. E’ così che vi sembra? A me, alla fine di uesti 8 mesi, direi proprio di no. Affidandoci alla medicina ecco, nella realtà, che cosa avviene:

1. Risultati delle analisi non coerenti (falsi positivi, falsi negativi, approssimzioni)

2. Referti improbabili (incompletii, imprecisi, superficiali)

3. Medici (interventisti, lassisti, allarmisti, irresponsabili, indecisi, vaghi e potrei andare anvani all’infinito).

La medicina è lo strumento dei medici e tutti noi ne abbiamo “uno di fiducia”. Ma non stavamo trattando di scienza? Come mai a una stessa “malattia” corrispondono terapie diverse? Addirittra a risultati di analisi corrispondono interpretazini diverse con terapia diversa associata.

Se ne deduce che la medicina attuale ha ben poco a che vedere con la scienza, trattandosi piuttosto di un fatto di fiducia. Dovremmo quindi affidare noi stesse e l’affarino scalciante nelle nostre pance non alla scienza ma ma “sulla fiducia”.

Quasi preferivo i riti sciamanici di buona fortuna, almeno quelli si fondano su regole precise.

Non ho finito. Nei prossimi giorni c’è il resto.

 

 

Clicca qui per vedere il Neverwinter trailer.

Nuovi screeshot e immagini. Purtroppo non è ancora chiaro se sia presente l’interfaccia DM. Tutto quello che c’è scritto è:

Build Your Fantasy

Easy-to-grasp adventure creation tools empower players. Bring compelling quests to life and build challenging levels! Share creations with the entire world in-game. Become a part of the existing Dungeons & Dragons universe… Then build a new one.

Non sono l’unica ad avere questo dubbio, speriamo che qualcuno risponda al thread che è stato aperto in merito. Se ci tenete contribuite anche voi!

E’ stato appena aperto anche il forum di discussione. Meglio perchè di FB e Twitter  non se ne poteva più.

Questa è una vera notizia. Rpg based, possibilità di giocare in modi persistenti, tool di creazione avventure e quest, multiplayer e singleplayer, cooperativo. Non è chiaro se sarà present el’interfaccia DM, speriamo proprio di si.

Per maggiori info: www.playneverwinter.com

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